Mar 25, 2017 - 0 Comments - articoli -

Alterità – l’identità come relazione

Seguo Roberto Marchesini da tanto tempo. Ricordo il primo incontro come fosse ora. Ero ad una sua conferenza, era il 2004 se non sbaglio. Ero seduto in fondo alla sala colpa del mio arrivare sempre in ritardo. Ogni parola che sentivo, ogni concetto che raccoglievo mi affamava. Sentir raccontare la zooantropologia mi stava rapendo. Finito l’incontro, passeggiando per le strade nebbiose di Ravenna, ho deciso che sarebbe stato il mio maestro, a sua insaputa! Quell’incontro sull’argomento canili è stato illuminante o forse semplicemente famigliare. L’approccio Zooantropologico era ciò che pensavo significasse vivere con gli animali, più vicino di tutto ciò che avevo sentito e conosciuto sino a quel momento. Ascoltavo parole che non sapevo pronunciare e che non avevo sentito ma che descrivevano con lucidità ciò che sentivo, che proiettavano luce sulle ombre che cinofilia, animalismo, e cultura popolare, avevano creato. Passeggiavo tra la nebbia e vedevo lontano.

Da allora la zooantropologia ha plasmato la mia identità guidandomi lungo la semplice via della relazione e del dialogo con l’alterità animale.

Non occorre sottolineare ulteriormente la mia ammirazione per l’autore di questo saggio, posso solo dirvi che da allora lavoro con lui e per la sua scuola, la SIUA. Il testo che presenterà presso Milano Natura è  unico nel suo genere, parla delle meraviglie della soggettività animale e di come questa si relazioni con l’animale uomo. Parla del diverso, non tracciandone le distanze, non chiedendo di accettare tacitamente ciò che non conosciamo. Parla del significato ibridativo e relazionale che questo poter conoscere e accogliere comporta. Si tratta di un confronto che non può sminuire l’uomo, come spesso si crede, ma che può invece renderlo più umano e più consapevole.

Sarà bello poter dialogare con Lui, ho un sacco di domande da porgli, e sarà importante farlo in pubblico, magari insieme a chi come me vive e lavora per applicare nella propria realtà i dettami della zooantropologia, insieme a chi crede che l’approccio al mondo animale sia pieno di egocentrismo e antropocentrico, insieme a chi non sente parlare di diversità come valore ma intuisce che un grande significato può invece nascondersi in ciò che non conosciamo o meglio fatichiamo a conoscere, insieme a chi, come successe a Me, sedendosi in fondo la sala, si è sentito subito in prima linea. Sarà bello pensare che altri, poi,  possano camminare tra dubbi e nebbie e trovare un senso, un significato,  alle sensazioni di condivisione e dialogo con l’Alterità Animale.

vi Aspetto, vi Aspettiamo.