Sensazioni

Sono in treno di Ritorno dalla metropoli Romana, una giungla Umana.
Mi guardo attorno.
Vedo tanti interessi e stili.
Vedo differenze, spesso entusiasmanti.
Vedo dare valore a cose che non conosco.
Vedo e ricerco i motivi altrui.
Vedo una umanità fragile, in cerca di se stessa.
Trovo nell’animalità la risposta, l’equilibrio.
Sento questo anche quando chiudo gli occhi.

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novembre 12, 2017

Le GIS con in nostro EMOZIO-BRANCO

le Giornate Internazionale SIUA propongono un tema che mi sta particolarmente a cuore.


La 5a edizione delle “Giornate Internazionali di Studio” (GIS) organizzate dalla Scuola di Interazione Uomo Animale (Siua), sarà intitolata La sfera di Dioniso in riferimento alle caratteristiche evolutive e creative della natura attribuite a questa divinità – e avrà come tema la natura come forza creativa e propulsiva, il mondo dell’infanzia e la condizione di cucciolo, la dimensione del gioco e della finzione, il tema delle cure parentali, le caratteristiche dell’età evolutiva, i progetti educativi che valorizzano la condizione naturale del bambino e l’importanza educativa del rapporto con la natura.

Vi segnalo che insieme a Manuela Paselli è il supporto di Life Skills, presenteremo l’esperienza di Emozio-Branco, progetto che nasce dall’ incontro tra la Zooantropologia e gli esperti della crescita della persona.

Progetto che vede ragazzi, animali e ambiente, fondersi in un unico elemento di crescita. Un conoscersi come persone e come animali che fa bene e diverte. Un incontro tra diverse realtà che creano una ibridazione davvero fantastica ed efficace….

vi aspettiamo alle GIS, sabato pomeriggio. vedi il Programma

 

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ottobre 9, 2017

Alterità – l’identità come relazione

Seguo Roberto Marchesini da tanto tempo. Ricordo il primo incontro come fosse ora. Ero ad una sua conferenza, era il 2004 se non sbaglio. Ero seduto in fondo alla sala colpa del mio arrivare sempre in ritardo. Ogni parola che sentivo, ogni concetto che raccoglievo mi affamava. Sentir raccontare la zooantropologia mi stava rapendo. Finito l’incontro, passeggiando per le strade nebbiose di Ravenna, ho deciso che sarebbe stato il mio maestro, a sua insaputa! Quell’incontro sull’argomento canili è stato illuminante o forse semplicemente famigliare. L’approccio Zooantropologico era ciò che pensavo significasse vivere con gli animali, più vicino di tutto ciò che avevo sentito e conosciuto sino a quel momento. Ascoltavo parole che non sapevo pronunciare e che non avevo sentito ma che descrivevano con lucidità ciò che sentivo, che proiettavano luce sulle ombre che cinofilia, animalismo, e cultura popolare, avevano creato. Passeggiavo tra la nebbia e vedevo lontano.

Da allora la zooantropologia ha plasmato la mia identità guidandomi lungo la semplice via della relazione e del dialogo con l’alterità animale.

Non occorre sottolineare ulteriormente la mia ammirazione per l’autore di questo saggio, posso solo dirvi che da allora lavoro con lui e per la sua scuola, la SIUA. Il testo che presenterà presso Milano Natura è  unico nel suo genere, parla delle meraviglie della soggettività animale e di come questa si relazioni con l’animale uomo. Parla del diverso, non tracciandone le distanze, non chiedendo di accettare tacitamente ciò che non conosciamo. Parla del significato ibridativo e relazionale che questo poter conoscere e accogliere comporta. Si tratta di un confronto che non può sminuire l’uomo, come spesso si crede, ma che può invece renderlo più umano e più consapevole.

Sarà bello poter dialogare con Lui, ho un sacco di domande da porgli, e sarà importante farlo in pubblico, magari insieme a chi come me vive e lavora per applicare nella propria realtà i dettami della zooantropologia, insieme a chi crede che l’approccio al mondo animale sia pieno di egocentrismo e antropocentrico, insieme a chi non sente parlare di diversità come valore ma intuisce che un grande significato può invece nascondersi in ciò che non conosciamo o meglio fatichiamo a conoscere, insieme a chi, come successe a Me, sedendosi in fondo la sala, si è sentito subito in prima linea. Sarà bello pensare che altri, poi,  possano camminare tra dubbi e nebbie e trovare un senso, un significato,  alle sensazioni di condivisione e dialogo con l’Alterità Animale.

vi Aspetto, vi Aspettiamo.

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marzo 25, 2017

Mancata Custodia

Il mio Cane è libero. Cioè è mio, certo, iscritto anagraficamente a nome mio, stesso stato di famiglia per intenderci. Sono il il referente, il responsabile, ma la vita è sua! Io voglio e cerco di favorire il suo giocarsi desideri e interessi della vita.IMG_1426

Ieri per l’ennesima volta sono stato mandato a fanculo da chi non tollera  il cane libero. Naturalmente non a causa del disturbo che il cane ha recato, per puro principio. Principio legislativo direi. Niente di nuovo, si intende, ci sono abituato ma la battuta finale che il tipo mi ha lanciato e che mi ha raggiunto ormai lontano, mi ha fatto riflettere.

-non si può lasciare il cane libero! la tua è “mancata custodia” punibile con multa fino a 150 euro!-

Ora. Conosco la legge. Conosco il reato e l’ammontare dell’ammenda. Apprezzo pure il valore colto della minaccia, almeno aveva inveito con argomenti indiscutibili, legislativamente parlando. Argomenti però discutibilissimi rispetto a tutto il resto. E la critica sottile mi ha portato alla ribellione.

Lui criticava il mio vivere con gli animali con il sostegno delle leggi vigenti. Lui poteva farmi passare per proprietario poco capace, per nulla responsabile, quasi mai attento al proprio cane. Lui che possiede due cani, che vivono perennemente in recinto. Due cani, due recinti. Due recinti lontani tra loro e lontani dalle abitazioni.

Lui che è a norma di legge… e siamo alle solite! Legge ed Etica vivono pure loro in ambienti diversi, troppo lontani. Separati.

Rifletto sul da farsi. Mi ribello. Devo lavorare ancora ed ancora più duramente per far rielaborare certi significati. Per riportarli al senso reale. Lottare almeno a favore del significato etico di “mancata custodia”. Problema morale. La legge arriverà dopo, come sempre, a dire cosa è socialmente scorretto e culturalmente difficile da affrontare.

Penso che il lasciare il proprio cane custodito in un recinto, in una sorta di autocustodia intraducibile da una mente sociale come quella del cane, sia frutto del non conoscere nulla del tipo di animale che abbiamo portato nel nostro stato di famiglia.

Penso che ovviare al cane che scappa costruendo un box, e ovviare al fastidio dell’abbaio allontanando il box dalle finestre di casa, sia la vera mancanza, anche se le misure del recinto sono a norma di legge.

Penso e mi ribello alla critica che mi è stata rivolta. La mia mancata custodia mi scoccia. Mi scoccia venir etichettato come un possessore di cane inaffidabile e incapace. Perché? perché ho dedicato e dedico tempo ai miei cani, portandoli a incontrare il mondo, con le sue bellezze e le sue difficoltà. Accompagnandoli nel percorso necessario a conoscere e affinare sempre nuove abilità, nel muoversi in strada, nel comunicare, nel relazionarsi. Guardandoli interagire con persone, e cani, e chicchessia, gustando il crescere della loro autonomia. Ho dedicato energie, emozioni, desideri, al far crescere il cucciolo di cane fino a vederlo soggetto, “cittadino del Mondo”. Non ho mancato, e questo lo dò per certo. Forse non l’ho custodito, il mio cane, come un tesoro tutto mio, solo perché ho scelto di condividerlo con tutti voi. E’ condivisione gioiosa, dovuta.

Pagherò l’ennesima multa, sono certo pure di questo. Sconterò la pena del fuorilegge. Ma punterò i piedi contro chi pensa che non mancare di custodia significhi imprigionare fisicamente o moralmente qualcuno, sia un cucciolo o un bambino, sia un animale o una persona.

Risponderò con la meraviglia del vivere liberi, in una società che non manca di accudire, una società che custodisce i suoi valori, prima ancora di pensare di possederli.

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maggio 29, 2016